Salvatore Ricci comincia a farsi conoscere

 

Finalmente un po’ di luce nella vita tormentata di Salvatore Ricci. Lavora tanto e con estremo piacere, affronta anche lunghi viaggi pur di accontentare i clienti e soprattutto il cav. Roberto Trebino.
Di ciò è informato un altro grande artigiano degli orologi, il dott. Melloncelli,
il quale chiede a Salvatore Ricci di lavorare anche per lui dal momento che
aveva venduto molti orologi nella provincia di Benevento e in altre. Salvatore
Ricci non può certo deludere il dott. Melloncelli e accetta.
Viaggia e incomincia a comprare oggetti antichi (orologi, monete, monili
d’oro) non certamente per rivenderli, ma per conservarli, forse già in questo
periodo inconsciamente custodisce nel suo cuore il desiderio di vederli, un
giorno, in qualche bella mostra di oggetti antichi.
Proprio durante i suoi viaggi per l’Italia cerca e recupera pezzi “vecchi” di
ogni epoca, ammassi di ferraglia, assi storti, grandi ruote dentate arrugginite,
numerosi orologi da torre, oggetti enormi e senza alcun valore per tutti ma
non per lui; tutto raccoglie e porta a casa nel suo laboratorio dove non deposita
“ferri arrugginiti” ma “manufatti storici” rivelatori dell’impegno, della
sapienza artigianale di un tempo, della tecnologia meccanica, della creatività
e dell’estro di grandi artisti del passato.