Nella torretta dell’edificio scolastico “G. Cesare Baricelli” di San Marco, ristrutturato dopo il terremoto del 1962, si deve installare un orologio ordinato alla ditta “la Trebino” di Uscio in prov. di Genova.
Il giorno in cui l’orologio deve essere sistemato nella torretta, si chiede l’aiuto
di Salvatore Ricci che aveva già eseguito precedentemente l’impianto tecnico.
Egli accetta subito, pensando di dover dare il suo aiuto agli operai della
ditta Trebino.
Invece, ecco presentarsi per lui l’occasione buona che aspettava da tempo: ad
eseguire il lavoro è proprio il titolare della ditta, il cav. Roberto Trebino, il
quale segue con molta attenzione il lavoro di Salvatore Ricci, notando subito
la competenza e la precisione nel sistemare l’orologio.
Il cav. Roberto Trebino, ultimato il lavoro, non esita ad elogiare la bravura e
la perizia di Salvatore Ricci, il quale approfitta subito di questa occasione per
chiedere ciò che gli sta più a cuore: un lavoro nel campo della meccanica e
soprattutto nel campo degli orologi perché questo è il lavoro che da sempre
avrebbe voluto fare.
Il cav. Roberto Trebino promette di impegnarsi a trovargli un lavoro dopo
aver consultato il figlio. Intanto il tempo passa senza che succeda niente d’importante; Salvatore Ricci continua la sua attività commerciale, aggiusta gli orologi che i clienti gli portano al negozio, subisce anche un furto a Napoli dove era andato per acquistare merce per il suo negozio ed è sempre più deluso ed insoddisfatto della vita che conduce.
Intanto il cav. Roberto Trebino vende molti orologi nei dintorni di S. Marco
e, anche se sono trascorsi alcuni anni dalla sua venuta in paese, non ha
dimenticato l’abilità di Salvatore Ricci e la promessa che gli aveva fatto.
Un giorno infatti lo chiama e gli affida la manutenzione degli orologi che la
sua ditta aveva installato nella provincia di Benevento, di Isernia, di
Campobasso, in Calabria e in Puglia.
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