Guido Rampone
Ho condiviso e lottato fraternamente per l’affermazione ideale e concreta di
Salvatore Ricci con numerosi articoli di risonanza europea. Ne ho lasciato
indelebile testimonianza nel libro: “ La poesia e la dimensione sognante, notturna
dell’uomo “.
E’ passata tanta acqua sotto i ponti, ma non é stata, minimamente, scalfita
l’intima convinzione che i misuratori del tempo sono connessi e interconnessi
alla storia dell’universo, della natura, delle culture, della civiltà e dell’umanità
nel suo divenire.
Ero felice, quando gioiva e intravedeva, nei periodici successi, i gradini e i
mattoni della bellezza di un sogno in cui l’uomo interiore leggeva, con balenante
intuito, il trionfo sicuro di un’idea originale: la realizzazione in San
Marco Dei Cavoti del Museo degli Orologi da Torre.
Gli anni corrono veloci, la freccia del tempo non si ferma mai. Il passato non
ritorna. Bisogna ritrovarlo nell’eternità del presente, con la riscoperta dei
valori universali, della civiltà contadina e delle radici cristiane della verità.
Gli uomini di raro talento non sono, purtroppo, risparmiati dall’invidia degli
inetti e dei poveri di spirito.
Essi amano strappare, con inedita ferocia, il raro sentimento di un’autentica
amicizia. Può essere illuminante per Salvatore e per tutti coloro che credono nell’albero universale dell’armonia e dell’amore, come armonia e visione d’insieme: sognare, pensare, agire, soffrire e conservare ciò che esiste.
Il maggior delitto é distruggere la realtà.
Non é mai successo nè succederà in Salvatore Ricci: egli sa amare gli orologi
con la stessa singolare sensibilità che esprime nella coltivazione dei fiori e
delle piante del suo giardino.
L’unità dinamica dell’uomo artigiano e dell’uomo simbolico mi consente di
sperare nel ravvedimento e nel pentimento accordando il perdono.
Plaudo all’iniziativa corale e coinvolgente dell’Istituto Tecnico Commerciale
di San Marco Dei Cavoti di aver estrapolato dal progetto didattico “I Ciceroni
degli Orologi da Torre “un prestigioso tassello del P.O.F.
Gli studenti, magistralmente orientati, riorientati, autorientati e l’intera
comunità cresceranno spiritualmente nell’abbraccio interiore di un grande
messaggio: nessuno può vivere a lungo senza la bellezza di un sogno.
Salvatore Ricci lo ha realizzato con rocciosa volontà e con la capacità di
saper soffrire e vincere.
La comunità sammarchese fruisce oggi di ulteriore prestigio: una nuova strategia
inventiva si unisce al vivo mosaico di cultura della civiltà locale e il riconoscere che gli uomini di talento sono il sano lievito dell’intero popolo,
è indice di un positivo senso della vita.
Nota:
Guido Rampone è scrittore, poeta e saggista di raro valore.
Pluripremiato in numerosi concorsi internazionali
di arte e cultura. Ha fatto della ricerca culturale
e del suo eterno cercare la divisa morale della
sua esistenza. Ispettore tecnico del Ministero della Pubblica Istruzione.
Nel 1997 ha, tra l’altro, conseguito il 1° premio a Orvieto per la poesia
e il 2° sia a Todi, sia a Montecatini.
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