Alla ricerca di un lavoro

 

Finita la scuola elementare, non ha la possibilità di continuare gli studi
perché allora a San Marco non c’era la scuola media; il padre, dunque, gli
affida il compito di portare tutti i giorni al pascolo le dieci pecore che possedevano.
Salvatore Ricci diventa così un pastore: ecco il suo primo lavoro.
All’inizio della seconda guerra mondiale, il padre gli dà l’incarico di aiutare la sorella, sposata a Baselice, nei lavori dei campi perché il marito era partito per la
guerra. Diventa così un contadino.
Per un ragazzo la vita di campagna è dura e la guerra la rende ancora più triste
perché i Tedeschi, stabilitisi nelle campagne di Baselice, facevano molte
razzie nelle case e prendevano tutto quello di cui avevano bisogno.
Un giorno mentre è al pascolo sulla montagna, un aereo sorvola la zona a
bassa quota e l’esplosione di alcuni colpi per poco non lo raggiungono: si
salva per miracolo.
La triste esperienza della guerra e il duro lavoro dei campi rendono più forte
il ragazzo che ormai è diventato un giovanotto.
Tornato a casa da Baselice, il padre, preoccupandosi per il suo futuro, decide
di fargli “imparare” il mestiere di calzolaio.
Per fare bene questo lavoro, Salvatore va a Morcone per frequentare un corso
di modellisti e tagliatori presso la scuola professionale.
Consegue la specifica qualifica e inizia l’attività di calzolaio.
Intanto le cose non vanno bene, il lavoro rende poco e quando conosce il
signor Purificato, che aveva un laboratorio di scarpe a Formia, parte con lui
perché lì c’era tanto lavoro. A Formia gli si presenta un’occasione unica: frequentare un corso di radio-tecnico regionale, era proprio quello che desiderava
fare da tempo. Durante il corso fa amicizia con il prof. Arturo Bedendo e
inizia a lavorare per lui facendo impianti tecnici.
Svolge questo lavoro a Formia per diversi anni. Dopo alterne vicende, a venticinque
anni, decide di tornare definitivamente a San Marco.