La vita di Salvatore Ricci sembra una fiaba moderna dal finale decisamente
sorprendente e meraviglioso. Ogni volta che comincia a parlare di sé,
Salvatore Ricci inizia sempre col dire che quando era piccolo c’era in giro
una brutta malattia “la Miseria” che è stata per lui un duro peso da portare
sulle spalle fino all’età di settant’anni, quando finalmente se n’è liberato.
Quinto figlio, dopo quattro sorelle, nasce nel 1930 il 5 gennaio, data della
registrazione all’anagrafe del Comune di San Marco dei Cavoti, in realtà è
nato nella notte di Capodanno per questo è chiamato Salvatore, dal padre
Michele Ricci e dalla madre Clementina Fragnito.
La famiglia abitava in campagna nella contrada “Fonte di Stella” dove possedeva una piccola proprietà terriera e tutti i componenti si guadagnavano da vivere con il duro lavoro dei campi. Ecco perché Salvatore Ricci non dimentica mai l’originaria condizione di miseria che ha generato il desiderio di
riscatto a voler cambiare la sua vita e sentirsi libero senza tracce di inferiorità
e di repressione, anche se gli altri sostenevano che aveva ideali diversi e giudicati troppo fantasiosi.
Come tutti i bambini, a sei anni comincia a frequentare la scuola elementare
di Montedoro. La scuola è lontana dalla sua abitazione circa due chilometri
da percorrere a piedi ogni giorno con il bello e il cattivo tempo.
A Salvatore piace andare a scuola e tutti gli insegnanti si complimentano con
la famiglia per quello che sa fare e per la notevole capacità che ha nell’apprendere velocemente qualsiasi argomento proposto.
Fin da piccolo smonta e ricostruisce con grande abilità tutti gli oggetti con
cui gioca. Segue con grande piacere gli insegnamenti del padre quando gli fa
dei disegni sulla strada o sul terreno, o gli insegna ad eseguire le operazioni
di matematica con i bastoncini di legno.
Rievoca, con nostalgia, l’infanzia e con orgoglio ripete sempre che per lui il
primo maestro è stato il padre, ne parla con tanta stima e amore, perché più
degli altri componenti della famiglia aveva capito le sue capacità e la voglia
di distinguersi.
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